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Andocide
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mwbaAndocide (in greco antico Ἀνδοκίδης?, Andokídēs; Atene, metà V secolo a.C. – 390 a.C. circa) è stato un oratore ateniese.
La vita del personaggio si sviluppa lungo la parte finale del mwbwV secolo a.C. e la parte iniziale del mwcaIV secolo a.C. ed interseca i principali avvenimenti di quel periodo, ovvero le diverse fasi del conflitto tra mwcqSparta e mwcgAtene durante e dopo la mwcwguerra del Peloponneso e la significativa instabilità politica della polis mwdaattica. Infatti, Andocide partecipò alla mwdqmutilazione delle Erme con gli oligarchici (anche lui fece parte di un'mwdgeteria) e visse il periodo di isteria che si creò ad Atene durante la ricerca dei colpevoli.
In questo clima si mise in evidenza come i processi venissero sempre più asserviti a fini politici di una determinata fazione, ovvero il mweademos, che nel tardo V secolo a.C. trovò nella legislazione democratica lo strumento per attaccare i nemici politici (a tal proposito si ricordi come le mweqVespe di mwewAristofane del 422 a.C. mettessero in evidenza l'abuso delle delazioni ad Atene).
Andocide venne messo sotto accusa e per salvarsi decise di accusare gli altri colpevoli nel 415 a.C., sfruttando una legge che garantiva l’inviolabilità in cambio dell’accusa di altri. È in questo modo che, denunciando i suoi compagni di eteria, egli riuscì a salvarsi, procurandosi l'odio della fazione oligarchica e il sospetto di quella democratica.
Contents
• Lo stile
• Opere
• Note
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Biografia
Nato in una delle più nobili famiglie ateniesi attorno alla metà del mwgaV secolo a.C. (440 a.C.) nel demo di mwgqCidateneo, figlio di Leogora, imparentato con gli mwggAlcmeonidi, da ragazzo frequentò i circoli oligarchici, conservatori e antidemocratici e fece parte della mwgwjeunesse dorée che aveva in mwhaAlcibiade il suo principale esponentecite-ref-1[1].
Nel mwig415 a.C., alla vigilia della mwiwspedizione ateniese in Sicilia, venne coinvolto nello mwjascandalo delle erme. In quel periodo iniziò ad Atene una caccia all'uomo, molti furono gli accusati per via di un fervente timore religioso (gli ateniesi pensavano che la mutilazione fosse un presagio negativo delle sorti della guerra e della perdita del favore di Ermes), Andocide riuscì ad evitare la condanna a morte denunciando quattro presunti colpevoli, ma la sua vita ne fu segnata per sempre: tradire i compagni di mwjqeteria era considerato dagli aristocratici il più vergognoso dei crimini. Venne comunque costretto all'esilio a mwjgCipro, dopo l'emanazione di un decreto che privava i macchiati di atimia dei diritti politici, dove si dedicò con profitto al commerciocite-ref-2[2].
Tentò più volte di tornare in patria: nel mwla411 a.C., durante il regime oligarchico dei Quattrocento, tuttavia, poiché aveva aiutato la flotta ateniese (espressione della fazione democratica-bellicista) a Samo, si guadagno l'odio degli oligarchici e dopo essere stato arrestato e liberato con la caduta del regime, tornò in esilio. Nel mwlq407 a.C., riuscì a pronunciare il discorso mwlgSul suo ritorno, egli avrebbe offerto grano proveniente da Cipro in cambio dell'acquisizione dei suoi diritti politici, ma non convinse l'assemblea; infine nel mwlw402 a.C., riuscì a tornare approfittando dell'amnistia generale imposta dal re di Sparta mwmaPausania agli Ateniesi dopo la fine della guerra del Peloponnesocite-ref-3[3].
Tre anni più tardi, nel mwng399 a.C., venne accusato di aver violato i mwnwmisteri eleusini, accusa pretestuosa che in realtà mirava a far riemergere la passata compromissione di Andocide con i gruppi legati ad Alcibiade, i quali erano soliti praticare oscene parodie dei misteri. Andocide scelse di difendersi da solo e a viso aperto ottenendo l'assoluzione con l'orazione mwoaSui Misteri. La sua reintegrazione nella polis sembrava quasi fatta, ma così non era: durante la mwoqguerra di Corinto venne inviato come ambasciatore a Sparta con l'incarico di trattare la pace (mwog392-mwow391 a.C.); avendo però rinunciato alle colonie d'Asia, una volta tornato in patria venne accusato di corruzione e favoreggiamento. Provò a difendersi con l'orazione mwpaSulla pace, senza ottenere nulla: per evitare la morte, fuggi da Atene e, a partire dal mwpq390 a.C., non si sa più nulla di lui; anche data e luogo di morte sono sconosciuti.
Lo stile
Non essendo Andocide un oratore di professione, il suo stile è poco sorvegliato, spesso prolisso e ripetitivo, a volte sintatticamente involuto, ma non proprio privo di spontaneità e di vivacità, che gli derivano (soprattutto nella mwqaSui Misteri) dalla passione che mette nel difendersi dalle calunnie dei suoi avversari, ed è privo di elaborati artifici mwqqretorici.
Andocide fu inserito nel mwqwcanone alessandrino al decimo posto fra i dieci principali mwraoratori attici; mwrqQuintiliano ed mwrgErmogene di Tarso gli riservarono invece giudizi negativicite-ref-4[4]. L'orazione mwswSul ritorno è influenzata da mwtaAntifonte, mentre la mwtqSui misteri richiama la produzione di mwtgLisia.
Un aspetto tipico della sua produzione è l'abilità nella narrazione, che si sviluppa soprattutto facendo attenzione ai piccoli particolari; le varie testimonianze sono, poi, poste in ordine cronologico. La sua importanza risiede soprattutto nell'eccezionalità della sua testimonianza, trattandosi di un protagonista della vicenda della mutilazione delle Erme, di cui conosce e denuncia nella mwuaSui Misteri i veri responsabili, e testimone oculare di molte vicende dei gruppi segreti aristocratici di quel periodo.
Opere
• mwvaΠερὶ τῆς ἑαυτοῦ καθόδου (mwvqDe Reditu, Sul suo ritorno)
• mwvwΠερὶ τῶν μυστηρίων (mwwaDe Mysteriis, Sui misteri)
• mwwgΠερὶ τῆς πρὸς Λακεδαιμονίους εἰρήνης (mwwwDe Pace, Sulla pace con gli Spartani)
• mwxqΚατὰ Ἀλκιβιάδου (mwxgContra Alcibiadem, Contro mwxwAlcibiade), in genere giudicato apocrifo.
Note
cite-note-22. ↑ Andocide, mwawSul ritorno, 25.
cite-note-33. ↑ Andocide, mwbwSul ritorno, 11-12.
cite-note-44. ↑ Una mwcwsumma dell'atteggiamento dei critici antichi verso Andocide è in Dionys. Hal., mwdaDe Lys., 2.
Bibliografia
• M. Marzi (a cura di), mweaOratori attici minori: Antifonte, Andocide, Dinarco, Demade, Torino, UTET, 1977.
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itAndòcide, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiorgio Pasquali e Pericle Ducati, ANDOCIDE, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1929.
• citerefbritannica-com(EN) Andocides, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefmlolOpere di Andocide, su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Andocide, su Open Library, Internet Archive.
• mwfwOpere di Andocide nel Perseus Project, su perseus.tufts.edu.